Le emergenze non sono sorprese. Sono appuntamenti.
«Emergenza»: circostanza imprevista, evento inatteso. È la definizione che usiamo tutti. È anche, quasi sempre, falsa.
Un terremoto a L'Aquila, l'erosione di una costa, una pandemia annunciata per anni: non sorprese, ma ricorrenze, cose già accadute, che torneranno, e che quasi sempre si potevano prevedere. Eppure ogni volta le viviamo come se fossero la prima, da quel Paese di sonnambuli che troppo spesso siamo: pronti a commuoverci e a dimenticare, e a chiamare «imprevisto» ciò che era soltanto trascurato.
Giuseppe Romano ha passato una vita dall'altra parte di queste sorprese. Ingegnere e vigile del fuoco, ha attraversato alcune delle pagine più dure della cronaca italiana, tra queste il tappeto di fiamme di Viareggio, la neve di Rigopiano, le macerie de L'Aquila. Da quegli anni ha tratto una convinzione semplice e scomoda: che la differenza, davanti a una catastrofe, non si gioca nei minuti in cui accade, ma negli anni di calma che la precedono; che il metodo non è il contrario del cuore, ma ciò che gli permette di arrivare in tempo; e che la prossima emergenza è già scritta, tranne il modo in cui finirà, che dipende da noi, adesso.
Un libro che non consola e non spaventa: invita a svegliarsi.
| Pagine | 194 |
| Formato | [US] Stampa bianco e nero - standard - 5.0x8.0 pollici - Carta crema - Copertina opaca |
| Peso | 191 gr. |