«Un cavallo! Un cavallo! Il mio regno per un cavallo!»
Nel 1910, a Campodarsego, un giovane fabbro apre una piccola bottega. Da quella bottega nascerà una fabbrica di trattori compatti e specializzati, pensati per i vigneti, i frutteti e le colline dove i grandi trattori non arrivano, cresciuta fino a diventare tra le prime al mondo nel suo settore. A guidarla per decenni è Antonio Carraro, per i suoi figli «papà Tony»: imprenditore, collezionista, mecenate.
Sua figlia, che in quella fabbrica è cresciuta e ha lavorato per oltre quarant'anni, gli scrive una lunga lettera. Racconta il boom, le case, le collezioni d'arte, la zia Bianca che vigilava sui conti. Poi la crepa: un fratello consumato dalla passione per i cavalli, i debiti, il risanamento, le vendite forzate del patrimonio di famiglia, fino alla perdita della fabbrica dopo più di un secolo di storia.
«Non accuso. Racconto.» Un memoir intimo e senza filtri su un'azienda simbolo del made in Italy e su una famiglia strappata, scritto perché i nipoti sappiano da dove vengono, anche in ciò che fa male.
| Pagine | 110 |
| Formato | [EU] Stampa bianco e nero - standard - 152x228 mm - Carta bianca - Copertina opaca |
| Peso | 173 gr. |