423 giorni. Senza un'accusa, senza un avvocato, senza un motivo.
Nel novembre 2024 Mario Burlò, imprenditore torinese dell'outsourcing, arriva in Venezuela per avviare una nuova attività. Pochi giorni dopo viene fermato a un posto di blocco e scompare nel carcere di El Rodeo I, alle porte di Caracas, nella sezione dei prigionieri politici. Nessuna accusa formalizzata, nessun diritto alla difesa, per mesi nessun contatto con la famiglia. Al rientro in Italia lui stesso lo chiamerà un vero e proprio «sequestro di persona».
In questa testimonianza in prima persona Burlò racconta i quattordici mesi di detenzione arbitraria: le celle senza finestre, la fame, le torture, la solidarietà segreta tra compagni di prigionia, le preghiere e le canzoni italiane cantate dietro le sbarre per non perdere sé stesso. E racconta la telefonata in cui la figlia gli annuncia che in Italia la Cassazione lo ha assolto in via definitiva nel processo per mafia che lo aveva travolto, mentre lui è ancora rinchiuso dall'altra parte del mondo.
Il libro ripercorre anche la vita di prima: l'infanzia in una famiglia semplice di Torino, i primi lavori in un autolavaggio e in un'impresa di pulizie, un'azienda cresciuta fino a 12 milioni di euro di fatturato, l'impegno per dare continuità ai lavoratori stagionali. Fino alla liberazione nel gennaio 2026, ottenuta grazie a una complessa operazione diplomatica del Governo italiano e della Farnesina.
Completano il racconto le lettere dei figli e della compagna, la testimonianza di un amico e il contributo del suo avvocato sulla violazione dei diritti fondamentali della persona.
Perché la libertà di un uomo non ha prezzo.
Mario Burlò è nato a Torino nel 1973. Imprenditore nei servizi e nell'outsourcing, è stato presidente dell'UNI, Unione Nazionale Imprenditori. Oggi si impegna per i diritti umani e per i detenuti ancora dimenticati nelle carceri venezuelane.
| Pagine | 122 |
| Formato | [EU] Stampa bianco e nero - standard - 152x228 mm - Carta crema - Copertina opaca |
| Peso | 169 gr. |