Un romanzo su chi tiene a galla Milano senza saper nuotare.
Sono le sei e dodici. Fuori è ancora buio sopra la pianura, e Maurizio Sincopato è già dentro la macchina.
Ha cinquantacinque anni e un cognome che è un destino: tutta la vita fuori tempo, sincopata, sempre sul levare, mai sul battere. Fa l'agente immobiliare a Milano senza ufficio, senza vetrina e senza tutele, con una Punto grigia del 2009 e duecentoventimila chilometri. Si riposa quattro minuti seduto in fondo a una chiesa: l'ultimo posto gratis. Tre sere a settimana taglia cipolle in nero, per sessanta euro, in un ristorante sul lago.
Fa tutto questo per una cosa sola: comprare quattro muri da intestare a Daniele.
Daniele ha ventisei anni, una malattia psichica che non si cura e un'intelligenza che fa paura. È lui a dire la frase che sta sotto tutto il libro — il denaro è libertà coniata — e a dire di sé, ridendo, la cosa più esatta e più crudele: «Io sono il vostro debito, papà. Sono io l'NPL.»
Poi, un giorno, sul tavolo di Maurizio arriva un fascicolo. Esecuzione immobiliare 218/2022, via Carlo Marx, Sesto San Giovanni. Una famiglia operaia sta per perdere la casa all'asta e restare comunque piena di debiti. Non c'è margine, non c'è provvigione vera, non c'è nessuna ragione professionale per occuparsene.
Maurizio se ne occupa.
«La linea» è il romanzo di una Milano guardata dal basso — le aste giudiziarie, i crediti deteriorati, il saldo e stralcio, i portoni di via Padova e i cortili di Brera — e insieme la storia di un padre che prova a comprare un pezzo di futuro per un figlio che non vivrà mai da solo. Non c'è riscatto, non c'è vendetta. C'è un uomo che dura.
«Noi non abbiamo fatto fortuna. Vuol dire che siamo puliti.»
| Pagine | 191 |
| Formato | [EU] Stampa bianco e nero - standard - 152x228 mm - Carta crema - Copertina opaca |
| Peso | 251 gr. |