A 93 anni il Maestro Sergio de Pieri si racconta a un'amica di sempre. E ride ancora a ogni ricordo.
Nato a Casier, nella campagna trevigiana, in una casa dove vivevano trentatré persone, Sergio de Pieri è diventato uno dei protagonisti internazionali dell'organo: allievo di Sandro Dalla Libera al Conservatorio di Venezia, premiato da Arthur Rubinstein in persona, perfezionato all'Accademia Chigiana con Fernando Germani. Poi la scelta che cambia tutto: all'inizio degli anni Sessanta sale sulla nave Flaminia e, con una domanda di emigrazione compilata come contadino, sbarca in Australia. A Melbourne lo aspettano una cattedra al Conservatorio, l'organo della Cattedrale di St. Patrick, i concerti con la Melbourne Symphony Orchestra e la televisione nazionale.
Da lì il racconto corre tra due emisferi: il ritorno in Italia come professore al Conservatorio Benedetto Marcello e organista titolare della Basilica dei Frari a Venezia, i festival diretti a Treviso e in laguna, i concerti a New York, in Polonia oltre la cortina di ferro, in Inghilterra in giuria accanto a Ton Koopman; e poi di nuovo l'Australia, con il festival internazionale di Ballarat, la medaglia dell'Order of Australia e un pranzo con la Regina Elisabetta II che comincia con una battuta degna di un doge.
A fargli le domande è Raffaella Benori, soprano, compagna di palco e amica da quarantacinque anni: per questo il libro ha il tono di una conversazione tra amici, piena di aneddoti, nomi, luoghi, cene cucinate per il pubblico dopo i concerti e colpi di fortuna presi al volo. Un malore al cuore nel bel mezzo di un corale di Bach, le zie che lo vestono da «paronsìn» per la premiazione a Venezia, l'oco di Casier che lo inseguiva da bambino: tutto raccontato con la stessa leggerezza.
Completano il volume la discografia, l'elenco dei festival diretti come direttore artistico e le poesie dedicate al Maestro dagli amici, con fotografie d'epoca.
Toccare il cielo con dieci dita è un libro per chi ama la musica classica e l'organo, per chi vuole conoscere la storia dell'emigrazione italiana in Australia raccontata da chi l'ha vissuta, e per chi cerca la testimonianza di un uomo che a 93 anni suona ogni giorno il suo Chopin a memoria e ha già in agenda un concerto per i 95.
| Pagine | 136 |
| Formato | [EU] Stampa bianco e nero - standard - 152x228 mm - Carta crema - Copertina opaca |
| Peso | 186 gr. |