Febbraio 1800. Un brigantino carico di frumento lascia Marsiglia diretto a Genova. A bordo c'è Jean-Luc, ventidue anni, coscritto suo malgrado, che non ha mai visto il mare.
Non lo sa ancora, ma sta entrando in una delle pagine più feroci di quegli anni: l'assedio di Genova, la fame, la resa. Poi la marcia verso Alessandria, la battaglia di Marengo, una ferita che avrebbe potuto ucciderlo e una cascina piemontese dove una giovane donna di nome Eleonora gli medica il fianco con un impiastro di camomilla e lavanda.
Da lì comincia un'altra storia: quella di un francese che diventa marito, padre e infine capitano; che vede Bonaparte da vicino e impara a temerlo; che assiste alla demolizione di una cattedrale, a una campagna di vaccinazione, alla nascita dello stato civile, all'introduzione del metro e del franco germinale. Quattordici anni di uniforme, dall'assedio all'abdicazione, raccontati non dal palcoscenico dei potenti ma dal fondo della platea.
Un francese senza patria nasce da un lavoro di anni sugli archivi parrocchiali e sui registri napoleonici del dipartimento di Marengo. Jean-Luc è un antenato reale dell'autrice, e attorno alla sua vicenda si muovono figure documentate: il generale Massena, il corsaro Giuseppe Bavastro, Ugo Foscolo, Luigia Pallavicini, il brigante Giuseppe Mayno, il maire Filippo Prati di Rovagnasco.
Un romanzo storico sulla gente comune travolta dalla Storia: sulle strade sterrate e i banditi, sui bagni in tinozza una volta a settimana, sui matrimoni celebrati davanti allo Stato e non più al parroco, su un'Europa che parlava francese e su un uomo che voleva soltanto tornare a casa.
Per i lettori di romanzi storici, saghe familiari e narrativa napoleonica.
| Pagine | 396 |
| Formato | [EU] Stampa bianco e nero - standard - 152x228 mm - Carta crema - Copertina opaca |
| Peso | 501 gr. |