Il volume più esteso delle Cronache di Grogland: nove capitoli per un'era intera, dal risveglio dei Ciclopi al silenzio che la chiude.
Le ceneri di Amon non si erano ancora posate sulle terre di Arduar quando il cielo assunse una sfumatura malaticcia di viola e ocra. La fine della Prima Era era stata un bagno di sangue e fuoco, ma l'inizio della Seconda non portò la quiete: portò un tremito sordo che non veniva dai cieli, ma dalle viscere della terra. Poi accadde. Il primo Ciclope emerse dalla spaccatura di una gola montana — non la creatura folcloristica delle leggende per bambini, ma un titano di carne grigia e muscoli intrecciati come radici di ferro, con un unico occhio dalla pupilla verticale. Non erano soli: il risveglio era collettivo, e non cercavano prede. Cercavano territori da piegare.
Da lì la cronaca attraversa la Seconda Era per intero. Il cuore di materia oscura precipitato su Arduar, che apre il Fiume Rosso — le cui acque non sono pioggia ma sangue liquefatto della terra. Snor, città che non nacque per caso ma fu calcolata: gli Architetti del Vuoto scelsero il punto in cui le correnti sotterranee convergevano, e ogni torre di basalto fu progettata per fungere da diapason magico. L'Orgill, il Respiro Solido dell'universo, e il Vitium nato dai ghiacciai primordiali, capace di cristallizzare il tempo. La foresta di Gzunjar, labirinto di tele d'ossidiana che catturano non solo la carne ma l'essenza. Il Castello di Zais. Le Lande del Riflesso, a oriente di Aethelgard, dove la luce arriva stanca e distorta. Le ceneri dei quattro Cavalieri della Prima Era.
Fino alla fine, che non è segnata da fanfare di vittoria ma da un silenzio innaturale: le armate del Bene si guardano fra le rovine incapaci di gioire, le armi opache di una ruggine metafisica.
Volume 3 delle Cronache di Grogland di Lorenzo Biondi.
| Pagine | 296 |
| Formato | [EU] Stampa bianco e nero - standard - 152x228 mm - Carta crema - Copertina opaca |
| Peso | 380 gr. |